Archivio per la categoria ‘Internet’

Privacy il prezzo da pagare per i servizi 2.0?!?!

Settembre 15, 2008

In questi giorni tutti parlano di Chrome il nuovo Browser web firmato Google, e molti netcitizens hanno sollevato perplessità  e affermazioni come: “non usatelo è un browser spione!!! Anzi Google tutta è il grande fratello che spia ogni nostra mossa….” sono state molto frequenti in rete.

Forse è anche vero ma cerchiamo di analizzare un attimo la questione privacy con po meno paranoie e cerchiamo di capire cosa ci aspetta per il futuro. 

Parto con un semplice esempio/anetodo, accadutomi la scorsa settimana.

Sono inscritto a praticamente ogni servizio web esistente e ovviamente per tutelare la mia privacy uso mettere sempre e solo il mio nick name tra le informazioni del mio profilo. In questo modo sono inscritto da parecchi mesi anche a FaceBook. Non ero andato più in la della semplice inscrizione fino a quando nei giorni scorsi non ho visto un collega usarlo assiduamente, incuriosito ho provato ad utilizzarlo anche io, e proprio con il primo nome di un compagno delle elementari che ho inserito ho trovato subito il mio amico… incredibile funziona veramente ho riallacciato i contatti con questa persona dopo più di 25 anni!! (inutile dire che tutte le successive ricerche non sono andate a buon fine!!).

Mi sono reso conto che per trovare questo vecchio compagno di scuola ho usato il suo nome e cognome e addirittura tra la rosa dei tre risultati usciti l’ho riconosciuto perché aveva messo anche la sua foto!!! Altro che privacy, se volevo che questo servizio fosse veramente utile dovevo dire di me ben di più che il mio nick name!!

Ma torniamo a Google, credo che molti apprezzino se non tutti i suoi servizi almeno il suo motore di ricerca, possiamo solo immaginare la grandezza e il costo di una simile architettura sia HW che SW e perché mai Google dovrebbe offrirci questo servizio senza richiedere nulla in cambio? Non mi risulta essere una fondazione benefica ma una società vuole guadagnare. Per fare il suo business Google vende spazzi pubblicitari analizzando il comportamento di un utente riesce a tracciare un profilo e quindi ad effettuare una comunicazione mirata.

Quando parliamo di profilo non dobbiamo pensare che Google tracci il Sig. Mario Rossi ma più semplicemente  l’IP 256.256.256 o nel caso peggiore MisterX uccount di Google.

Io utilizzo con soddisfazione tutti i servizi di Google e se per usare GMail che considero un  grande (in tutti i sensi) ed innovativo sistema di posta devo sottostare al fatto che un sistema automatico e spersonalizzato controlli i mittenti delle mie newsletter non mi da fastidio anzi, fa si che la pubblicità che arriva al mio monitor non parli di batterie di pentole e libri di ricette, ma di Portatili e Software, mentre magari il grande chef che cerca ricette e spunti sulla rete ovviamente preferirà il contrario.

Posso anche condividere alcune perplessità, più che altro sulla sicurezza, che si può avere utilizzando la suite di produttività Google Documenti ma è anche vero che se devo produrre materiale estremamente importante e riservato non vado ad utilizzare un sistema del genere. Ken Follett non penso abbia scritto il suo ultimo libro utilizzando un servizio on line. Ma per una grande quantita di persone, come anche il sottoscritto, che gli piace giocare con i numeri (è nota la mia mania di calcolare i giorni tra due date) e scrivere qualche documento, come la lettera di presentazione che ho utilizzato per spedire i miei cv, questo servizio può risultare molto comodo e conveniente.

Allargando il discorso a tutti i servizi oggi presenti su Internet appare chiaro come sia difficile utilizzarli, continuando a pensare di non dare le proprie informazioni, l’esempio di FaceBook citato prima è un caso ma ancora più emblematico può essere aderire ad un servizio di Social Networking come LinkedIn dove è fondamentale inserire moltissimi dati personali, per la natura stessa del servizio offerto. Inoltre la loro interoperabilità rende difficile anche effettuare delle demarcazioni.  Su blogger dico poco di me mentre su LinkedIn metto tutta la mia vita… ma poi alla fine magari integri all’interno del blog proprio qualche rimando a LinkedIn e scopri quindi di essere uscito dall’anonimato nella maniera più completa.

La realtà è semplice, nel web di oggi, specie se si vuole partecipare attivamente e non essere semplice spettatori, non è più pensabile rimanere anonimi. Con questo non voglio dire che non vada affatto tutelata la propria privacy, solo che magari anche solo marginalmente occorre rinunciarci.

Forse come per molte altre cose che quest’era ha cambiato, bisognerà reinterpretare il significato di questo concetto, rivederlo in un ottica più globale, pensare più alla sicurezza della propria identità virtuale, che alla privacy della stessa.

Google Chrome… tutti ne parlano!!!

Settembre 4, 2008

Ormai è passato più di un giorno dalla pubblicazione di questo browser e complice il fatto che il link per il suo download si trova sull’home page più visitata al mondo (avrà un miliardo di contatti al giorno? forse anche di più!!) tutti ne parlano!! Il web intero, dai siti specialistici a quelli di gossip hanno scritto qualcosa su Chrome in una incredibile discussione planetaria.

Ammetto che sono rimasto un po sorpreso, mi aspettavo certo una grande risonanza, ma non che molti blog tecnici diventassero da ieri praticamente monotematici con 5, 6 post consecutivi… (se non sbaglio anche per me è il secondo consecutivo :) ma il mio non è un blog ne tecnico ne serio).

Devo dire che come sempre Google è anche garanzia di qualità e anche se è una versione beta di un prodotto da loro mai sviluppato prima questo browser mi ha dato delle sensazioni che solo Firefox la prima volta che scaricai mi ha dato.

Sicuramente c’è ancora molto lavoro da fare e bug da correggere, ma la strada intrapresa è più che buona, anche se credo che non riuscirà a scalzare Firefox dal suo trono di Browser ultra completo e personalizzabile.

Prism il Browser per le web Application

Gennaio 4, 2008

Premessa: Questo articolo è nato per WebRunner, poi per un crash di WordPress non l’ho più pubblicato pensandolo perduto, ora ho scoperto di avere una bozza che aveva una parte dell’articolo effettuat, nel frattempo l’ho adattato a Prism la sua evoluzione.

Mozilla Foundation ha presentato le linee guida per un browser dedicato alla webApplication,  dato che ormai si ritiene che nel prossimo futuro le applicazioni web-based siano destinate a rimpiazzare in parte le attuali applicazioni desktop; per questo ha sviluppato un browser minimale che non presenti un interfaccia grafica propria, ma lasci tutto lo spazio alla applicazione.

Basato sul codice di Firefox, con il quale condivide il motore di rendering  e la tecnologia d’interfaccia XUL,  I suoi sviluppatori definiscono Prism un Site Specific Browser (SSB), ossia un’applicazione “con un browser integrato progettata per far girare una sola applicazione web”.

La versione beta (0.8) alla sua installazione permette di creare  WebApp. al contrario della sua precedente versione (nominata WebRunner) che permetteva la creazione di WebApp solo mediante degli script da creare manualmente.

Una risorsa molto ricca

Giugno 5, 2007

A chi fosse sfuggito, a questo indirizzo è possibile trovare i siti “2.0″ della settimana.
Molte cose personalmente le ritengo di interesse relativo, ma spesso si trovare siti decisamente interessanti.

Powered by ScribeFire.

La morte del web semantico?!?!

Maggio 21, 2007

Sto seguendo l’evoluzione di questa interessante tecnologia; e in particolar modo su mokabyte è possibile trovare una serie di articoli molto istruttivi e concreti inerenti gli sviluppi di questo ambizioso progetto.

Il perchè di questo titolo invece è presto detto su Punto-Informatico è presente un articolo molto interessante sul futuro di questa tecnologia/filosofia. Come sempre ne consiglio la lettura.

Google aggiorna Google Analytics

Maggio 9, 2007

Il nuovo look molto più “2.0 oriented” è visionabile mediante un tour di presentazione che mostra le potenzialità del nuovo servizio, migliorato anche grazie alla recente acquisizione di Measure Map.

Il servizio, offre tra le altre cose:
- Ricezione di reports via email, esportabili in PDF;
- Dashboard personalizzabile tramite una nuova interfaccia in stile “Web 2.0″;
- Grafici temporali e compositi sui trend;
- Suggerimenti contestuali.

Sicuramente tale servizio è uno strumento di notevole interesse per chiunque abbia un sito web.

Sono in via di aggiornamento gli account del noto servizio, gratuito, di monitoraggio degli acessi offerto dalla società di Mountain View.

Il futuro del Tagging come metodo di ricerca dei file sui nostri desktop.

Maggio 9, 2007

Il fenomeno del tagging è molto interessante, e sta diventando un paradigma di catalogazione delle informazioni molto comodo, un gruppo di sviluppatori ha pensato di portare tale filosofia in una applicazione di archiviazione e quindi ricerca sul desktop dei nostri computer.
Tag2Find è il sito dove potete trovare le informazioni riguardanti questo prodotto che comunque al momento non è ancora disponibile.

Giornali on line la rivoluzione del 2.0

Marzo 12, 2007

Su Excite è presente un interessante articolo sulla rivoluzione che il Web2.0 sta portando anche nel mondo dell’editoria.

E’ interessante notare come i grandi editori si stiano buttando a capofitto in questo universo tanto che qualche settimana fa a fatto scalpore la dichiarazione di Arthur Sulzberger jr editore del famoso New York Time che ha dichiarato di non essere sicuro cheil suo giornale sarà ancora in vendita nelle edicole tra cinque anni.

E’ certo che l’editoria tradizionale sta ricevendo un duro colpo dal web specie a quello basato sul social networking.

NetVibes… battuto sul tempo

Febbraio 23, 2007

E’ da diversi giorni che ho in mente di parlare dei servizi Web2.0 che uso maggiormente e questo articolo lo pubblicherò presto prometto; Come dicevo scriverò dei miei sevizi e sicuramente NetVibes sarà il primo della lista, come lo è già dei mie tab che partono in automatico su Firefox. Ma intanto MaCity mi ha anticipato descrivendo questo ottimo servizio. Non mi resta che consigliarvi la lettura di questo articolo e l’utilizzo di questo servizio.

Il web2.0 il ritorno alle origini di Internet

Febbraio 21, 2007

Prima ancora della nascita del World Wide Web, nel 1991, esisteva già Internet con i suoi protocolli e i suoi servizi.
I navigatori di allora avevano un concetto della rete come strumento di comunicazione e collaborazione, utilizzando usenet per condividere conoscenze ed idee, il protocollo FTP per condividere documenti e programmi. Non esistevano software di Instant Messaging, ICQ era ancora lontano, ma esisteva mIrc e le sue stanze di discussione.

In quel periodo era facile incontrare persone sulla rete che partecipassero in maniera attiva allo sviluppo delle idee e delle soluzioni. Sicuramente era una Internet per pochi, ma era una rete viva, libera, collaborativa.

Poi nel 91 Tim Berners-Lee al CERN quasi senza rendersene conto a rivoluzionato questo universo aggiungendo il protocollo Hyper Text Transfer Protocol il famigerato http://www. che divenne velocemente famoso tra il grande pubblico. Un numero impressionante, almeno per l’epoca, di persone entrarono in rete aiutate dalla semplicità di navigazione del web browser. Mosaic non era maturo ma Netscape prima e Microsot poi riuscirono a creare un web attraente e divertente.

Dopo la metà degli anni novanta le grandi aziende e i grandi investitori credettero di trovare un nuovo media su cui fare soldi, ma sbagliarono completamente approccio pensando di continuare ad utilizzare il vecchio paradigma utilizzato per la TV. Nacquero grandi portali pieni di Canali tematici, vuoi la ricetta per la cena? clicka sul canale Cucina e ne troverai dozzine….

Il Web era la televisione del futuro e il WebBrowser il suo telecomando!

Il disastro… il povero navigatore tornava ad essere un anonimo utente passivo che girava per la rete alla ricerca dei contenuti distribuiti dai grandi colossi della editoria. Stavano cercando di mettere i legacci ad Internet!

Poi vennero alcuni siti particolari… un motore di ricerca semplice semplice, veloce e senza fronzoli, un sito di aste aperte a tutti per comprare/vendere anche oggetti stupidi per pochi spiccioli e la gente a capito che era lei la chiave, che eBay senza inserzionisti non era niente…

Sappiamo tutti fortunatamente come è finita, la bolla speculativa dell’epoca dotCom, è miseramente e fragorosamente fallita, lasciando il campo al nuovo web fatto prima di tutto di persone che comunicano, collaborano e condividono conoscenze.

L’e-citizen è tornato protagonista, condividendo conoscenza mediante wikipedia, scambiandosi file mediante strumenti di p2p, dialogando con i blog. Ora le ricette di cucina la gente le fornisce, le scambia ne discute.

Nell’epoca precedente ogni singolo utente connesso era visto come un peso un pezzo di banda da dover ancora suddividere, oggi ogni utente arricchisce la rete con le sue idee, con le sue opinioni e perchè no con la sua banda, condividendo i suoi file o il suo processore alla ricerca di nuove forme di vita.

Sembrerebbe che alla fine Intenet (con la I maiuscola) sia tornata alle suo origini, ma occorre sempre stare attenti, perche ci sono sempre persone che cercano di capire come imbrigliare le idee o fare soldi anchè con questo nuova realtà.