Non ho più tempo per scrivere…

ottobre 9, 2011

Ma credo che sia doveroso un saluto a la persona che ha sicuramente rivoluzionato il modo di vedere e vivere il mondo dell’informatica. se oggi posso scrivere comodamente sdraiato sul mio divano queste poche righe lo devo principalmente al genio visionario di Steve Jobs.
Non mi sono mai sentito un “adepto” del mondo Apple, e ho sempre pensato che tutto sommato la figura del “cattivo” e antipatico tra Jobs e Gates sia in realtà più calzante per il primo che per il secondo, ma indubbiamente gli va riconosciuto il merito di essere stato una persona che, sempre con l’occhio al profitto e fatturato della sua azienda, abbia saputo innovare e rendere accattivanti gli strumenti che quotidianamente molti di noi utilizzano.

Ammetto che la notizia della sua morte mi ha colpito piu di quanto credessi, ma la cosa è dovuta principalmente anche alla sua (relativamente) giovane età.

Non mi resta altro da dire se non un semplice “stay hungry stay foolish” che spero di riuscire a perseguire nel corso della mia vita.

Grazie.

La nuova era….

aprile 6, 2011

Quando ho aperto questo blog, vedevo nella rivoluzione 2.0 un grande futuro, lo penso ancora, ma nel frattempo oltre ad avere un browser come Chrome che sta diventando la chiave per il mondo cloud, si sono affacciati nuovi attori e dispositivi.
Prima di tutto Android, ė stata per me una grande rivelazione, il mio primo smartphone touch, mi ė sembrata fantascienza, le incredibili potenzialità che un dispositivo del genere può avere.
Ma mi sono anche reso conto che in realtà non si può pensare di utilizzarlo massivamente per le attività lavorative, inizialmente mi sono installato una serie di suite per gestire note e documenti, ma successivamente mi sono reso conto che non era possibile pensare di lavorare con un piccolo cellulare, ho capito che doveva essere più orientato alla consultazione in mobilità, (dove trovo una farmacia, a che ora inizia il cinema, e cose del genere).
Ora ė tempo di parlare dell’altra grande rivoluzione, i tablet!!!
Ho preso un iPad2, sia per provare finalmente iOS, sia perché credo che al momento Android non ė ancora al livello di Apple su questo fronte (ma lo sarà presto).
Qui con questo device ho capito che si è chiuso il cerchio della rivoluzione post-pc, consolidando l’era cloud e touch dell’informazione.
Le potenzialità di questo incredibile dispositivo mi si stanno mostrando in maniera decisamente convincente. Mi sto rendendo conto che nella mia attività questo strumento potrà diventare insostituibile compendio certamente del mio portatile, ma un compendio decisamente utile.

Forse tra non molto potrebbe anche sostituirsi completamente al computer tradizionale… Forse l’era del post-pc è veramente cominciata.

Tumblr la mia nuova passione

maggio 14, 2010

Torno a scrivere dopo tanto, forse troppo, tempo…

La mia passione per il web non è passata, anzi ma il tempo è sempre tiranno ed è difficile organizzare idee e scrivere articoli anche se cose da dire e fare ce ne sono a bizzeffe.

Fortunatamente esiste una nuova piattaforma di bloging che racchiude la rapidità di Twitter con la completezza di un blog tradizionale… TUMBLR!! Inutile dirlo ne sono rimasto rapito…

Ma che cose esattamente un Tumblelog? Bhe per questo ci viene in aiuto Wikipedia…

Un tumblelog – o tlog – è una variante del blog, che favorisce una forma abbreviata arricchita da multimedialità, rispetto a quelli che sono i lunghi editoriali frequentemente associati ai blog. La forma di comunicazione comunemente usata include collegamenti, fotografie, citazioni, dialoghi di chat e video. A differenza dei blog questo formato è frequentemente usato dall’autore per condividere creazioni, scoperte, esperienze senza la necessità di commentarle.

Il termine “tumblelog” è stato coniato da “Why the lucky stiff” in un blog post del 12 aprile 2005 per descrivere il sito Anarchaia.

Ovviamente la migliore piattaforma per qesto tipo di blog è Tumblr e questo è il mio in particolare, e non poteva che chiamarsi OpinioniOpinabili.

Aggiornamento sulle applicazioni OpenMeta

febbraio 2, 2010

Colgo l’occasione di un lettore che ha chiesto informazioni su questo argomento per parlare di alcune nuove versioni che in acluni casi superano i limiti precedentemente descritti.

Inizio con una new entry sempre di Ali Rantakari, TagLists Un piccolo sistema di visualizzazione dei file taggati, non male soprattutto pensando che è sempre free.

Parlando di Ironic Software è uscita la versione 2.0 anche di Yep ovviamente con il pieno supporto OpenMeta, unico piccolo neo è, secondo me, è che ha perso un po della sua prerogativa, ricordo era nato come un iPhoto per i PDF, ed ora gestisce tutti i file e somiglia troppo a suo fratello Leap, rendendo Yep di fatto quasi superfluo se si ha l’altro programma.

Versione 2.0 anche di Tags di Gravity versione completamente riscritta rispetto alla precedente release.

Ora supporta in pieno OpenMeta e ha un interfaccia decisamente più aderente allo standard di Snow Leopard. Utilizza un sistema di ricerca simile a Spotlight e ha un ottimo TagBrowser. Inoltre permette di taggare quasi di tutto dalle Foto presenti in iPhoto alle canzone in iTunes,  dalle Mail, alle pagine Web.

Probabilmente per la sua semplicità, immediatezza e versatilità è la miglior scelta tra i prodotti da me descritti.

Chiudo con una piccola curiusità su Punakea…

Cercando qualcosa di simile su windows. per il portatile dell’ufficio guardate cosa ho trovato….
http://lunarfrog.com/
Per capirci questo è il sito di Punakea
http://www.nudgenudge.eu/punakea
Ma oltre al sito confrontando le due applicazioni…..
La cosa divertente è tutto sommato come l’hanno presa i diretti interessati
http://www.nudgenudge.eu/support/car…ea-for-windows
e di come si è difeso il tipo
http://lunarfrog.com/support/topic96.html

Sempre più applicazioni supportano OpenMeta

luglio 4, 2009

L’elenco delle applicazioni che supportano questo nuovo standard aumentano non dico di giorno in giorno ma sicuramente di mese in mese.

Anche quelli che una volta potevano considerarsi rivali di questa implementazione, sono passati a OpenMeta.

Ma vediamo allo stato attuale quale sono le principali applicazioni che beneficano di questa tecnologia.

Ovviamente quasi tutte le applicazioni di Ironic Software, curiosamente devo dire quasi perché Yep non è compatibile, ma va considerato che è la loro prima applicazione e per certi versi è stata “superata da Leap 2.0.
Ecco sicuramente Leap è da considerarsi l’applicazione principe di Ironic per la gestione dei tag è quindi da avere assolutamente, forse un po eccessivo definirlo come evoluzione e sostituto ed del Finder, ma ha decisamente anche in questo campo diverse frecce al suo arco.

La seconda applicazione molto interessante è Deep un innovativo gestore e catalogatore di immagini sfortunatamente funziona solo sulle architetture intel, ma provandolo si capisce subito il motivo, utilizza algoritmi di classificazione delle immagini per colore, dimensione e ovviamente etichette decisamente evoluto un prodotto forse non essenziale ma che saprà catturare l’interesse di molte persone.

Proseguendo con i prodotti Ironic abbiamo la loro new entry Fresh una sorta di desktop dinamico che suddivide lo schermo in due grandi aree, una dove verranno visualizzati i gli ultimi file utilizzati, e una area sottostante dove l’utente può inserire documenti o applicazioni di uso più frequente o che semplicemente in un dato periodo devono essere sempre a portata di mano. Ovviamente è possibile taggare i documenti recenti presenti nella “fresh bar”, applcazione simpatica ma non certo fondamentale il cui unico neo, a mio avviso, è una icona non certo “spaziale”.

Concludiamo la rassegna dei prodotti di questa software house con un piccolo prodotto gratuito TagIt, piccolo semplice e gratuito svolge egregiamente il suo lavoro e considerando la sua natura di prodotto free, non può mancare nel corredo sw di ogni Mac.

Uscendo dal mondo Ironic partiamo subito con quello che era il suo grande rivale Punakea di cui ho parlato diffusamente quando è stata annunciata la sua versione Release Canditate, quindi non aggiungo altro oltre al fatto che è uscita le versione definitiva la costo di 18€.

Prodotto particolare perché per certi versi forse il migliore del lotto ma incredibilmente non realmente OpenMeta Compilant è Tags di Gravity, prodotto semplice ed immediato che permette di taggare e ricercare i file etichettati con estrema semplicità unico neo è che l’interfaccia un po particolare un po troppo fuori standard di MacOSX, ma ci si fa l’abitudine, un po peggio il fatto che il campo dove si mettono i tag è fisso non permettendo di visualizzare a colpo d’occhio tutti le etichette.

Continuiamo con un prodotto decisamente particolare, leader nel suo settore, parlo di Default Folder X; applicazione sicuramente per gente che piace spremere dal suo Mac ogni possibile enhancement. Personalmente lo uso da molto ma non è un’applicazione per tutti.

Altro prodotto gratuito e molto valido, specie in un momento di transizione da proprio vecchio sistema di tagging ad OpenMeta è Tag Folder ottima aggiunto al proprio Finder, permette di creare al volo cartelle smart per la visualizzazione dei tag; inoltre come dicevo in fase di installazione permette di convertire in OpenMeta da molti diversi tipi di sistemi di tagging precedenti.

Credo ultimo prodotto ad affacciassi in questo panorama, Tagger è un piccolissimo e semplice prodotto per applicare tag, ha un interfaccia molto minimalista ma in linea con Leopard (l’avesse Tags). Non permette di taggare di tutto come fa Tags, ma essendo gratuito non mi sento certo di bocciarlo.

Infine con un prodotto che francamente non ho ancora esplorato e pertanto lo cito solo per dovere di cronaca Tagoman, prodotto ancora in fase di sviluppo (la versione attualmente a disposizione è la 0.6), dovrebbe permettere di creare una sorta di binder che collega vari tipi di file per presentarli in maniera omogenea, ovviamente gratuito, non so ancora dire se un prodotto realmente valido o no.

Dopo questa lunga panoramica su quanto offre oggi il mercato su questa tecnologia non mi resta che darvi il sito ufficiale del progetto, che ricordo essere Open Source, http://code.google.com/p/openmeta/


Punakea RC1

maggio 9, 2009

E’ uscita l’attesa release canditate della versione 1.0 di Punakea, noto e oserei dire storico programma di tagging per Mac.

Le novità sono notevoli in quanto abbandona il suo sistema di archiviazione dei tag per abbracciare il nuovo e sempre più affermato sistema OpenMeta .

Questa novità rende decisamente interessante il prodotto considerando inoltre che è l’unico ad utilizzare la classica visualizzazione ad Tag Cloud inspiegabilmente assente per il momento in tutte le altra applicazioni utilizzanti la tecnologia OpenMeta.

Haime c’è anche un’altra novità meno desiderata, il prodotto non è più gratuito, anche se al momento non ho ben capito quanto sarà il costo del prodotto (Io il prezzo sul sito non lo riesco a trovare…)

Devo dire che l’insieme dei prodotti di Ironic Software e di tutti gli altri software che stanno abbracciando questa tecnologia (uno su tutti Default Folder X rendono la piattaforma Mac decisamente avanzata per quanto riguarda la gestione di tutti i documenti.

Non mi rimane che consigliarne il test (la RC1 scadrà il 15 Giugno) le successive versioni avranno un canonico periodo di trial di trenta giorni.

OpenMeta!!

maggio 2, 2009

Finalmente un sistema (semi) Ufficiale di Taging per il file system del MAC!!

Chi mi conosce sa la mia passione per l’organizzazione e sa quanto sono sostenitore dei sistemi di taging dei documenti di qualsiasi tipo siano.

Più volte ho parlato di quanto sia limitante per la classificazione dei documenti la sola dislocazione gerarchica che permette la struttura a cartelle dei normali file system.

In passato ho parlato di un progetto molto promettente per windows di nome tag2find, ma haime mi dispiace sapere che tale progetto è praticamente stato abbandonato.

Fortunatamente sono passato ormai in maniera quasi definitiva alla sola piattaforma Apple e quindi il mio interesse si è rivolto ai molti prodotti che grazie alla tecnologia Spotlight di Apple sono fioriti.

Diverse applicazioni in passato hanno dato la loro interpretazione del metadato “TAG” in modo da farlo riconoscere dal sistema mediante la ricerca tramite Spotlight. Ma spesso le varie soluzioni erano incompatibili tra loro o meglio semplicemente non dialogavano tra loro. Effettuare un taging di un documento tramite una applicazione non permetteva la gestione di tale documento dall’altra.

Per risolvere questa problematica è nato un progetto Open Source di nome OpenMeta grazie a Tom Andersen di Ironic Software.

In pratica la standardizzazione delle metodologie di taging permettendo la completa fruizione delle informazioni da parte di tutte le applicazioni… semplicemente fantastico!!

Inoltre sono sempre di più le applicazioni che adottano questo standard.

Prossimamente scrivero una breve panoramica dei principali.


l’esplosione in Italia di FaceBook

aprile 4, 2009

premessa questo articolo l’ho cominciato a scrivere ad inizio di Settembre 2008 ed è rimasto in stato di bozza fino ad oggi

Ci sono dei fenomeni che non mi spiego, e mi piacerebbe capire il perché.

Uno di questi è l’improvvisa popolarità che FaceBook ha avuto in Italia intorno all’inizio di questo autuno. Una sera ne parlo con mia moglie cosi per caso, e lei l’indomani ne sente parlare sia in ufficio che per radio tanto che pensava fosse una cosa appena nata e non un servizio attivo da anni.

Poi il sabato successivo andiamo ad una delle tante feste dei bimbi e buona parte dei genitori ne parlava?!?!

Io ero iscritto già da diverso tempo e francamente non avevo notato una grande popolarità tra la gente comune. Poi in questo giorni questa esplosione…

Non seguo la TV e forse in questo periodo questo media seguito molto dalla gente ne ha parlato molto, oppure la rete sta crescendo in popolarità e questo network sta avendo una nuova esplosione in Italia.

Francamente per me rimane un mistero!


Privacy il prezzo da pagare per i servizi 2.0?!?!

settembre 15, 2008

In questi giorni tutti parlano di Chrome il nuovo Browser web firmato Google, e molti netcitizens hanno sollevato perplessità  e affermazioni come: “non usatelo è un browser spione!!! Anzi Google tutta è il grande fratello che spia ogni nostra mossa….” sono state molto frequenti in rete.

Forse è anche vero ma cerchiamo di analizzare un attimo la questione privacy con po meno paranoie e cerchiamo di capire cosa ci aspetta per il futuro. 

Parto con un semplice esempio/anetodo, accadutomi la scorsa settimana.

Sono inscritto a praticamente ogni servizio web esistente e ovviamente per tutelare la mia privacy uso mettere sempre e solo il mio nick name tra le informazioni del mio profilo. In questo modo sono inscritto da parecchi mesi anche a FaceBook. Non ero andato più in la della semplice inscrizione fino a quando nei giorni scorsi non ho visto un collega usarlo assiduamente, incuriosito ho provato ad utilizzarlo anche io, e proprio con il primo nome di un compagno delle elementari che ho inserito ho trovato subito il mio amico… incredibile funziona veramente ho riallacciato i contatti con questa persona dopo più di 25 anni!! (inutile dire che tutte le successive ricerche non sono andate a buon fine!!).

Mi sono reso conto che per trovare questo vecchio compagno di scuola ho usato il suo nome e cognome e addirittura tra la rosa dei tre risultati usciti l’ho riconosciuto perché aveva messo anche la sua foto!!! Altro che privacy, se volevo che questo servizio fosse veramente utile dovevo dire di me ben di più che il mio nick name!!

Ma torniamo a Google, credo che molti apprezzino se non tutti i suoi servizi almeno il suo motore di ricerca, possiamo solo immaginare la grandezza e il costo di una simile architettura sia HW che SW e perché mai Google dovrebbe offrirci questo servizio senza richiedere nulla in cambio? Non mi risulta essere una fondazione benefica ma una società vuole guadagnare. Per fare il suo business Google vende spazzi pubblicitari analizzando il comportamento di un utente riesce a tracciare un profilo e quindi ad effettuare una comunicazione mirata.

Quando parliamo di profilo non dobbiamo pensare che Google tracci il Sig. Mario Rossi ma più semplicemente  l’IP 256.256.256 o nel caso peggiore MisterX uccount di Google.

Io utilizzo con soddisfazione tutti i servizi di Google e se per usare GMail che considero un  grande (in tutti i sensi) ed innovativo sistema di posta devo sottostare al fatto che un sistema automatico e spersonalizzato controlli i mittenti delle mie newsletter non mi da fastidio anzi, fa si che la pubblicità che arriva al mio monitor non parli di batterie di pentole e libri di ricette, ma di Portatili e Software, mentre magari il grande chef che cerca ricette e spunti sulla rete ovviamente preferirà il contrario.

Posso anche condividere alcune perplessità, più che altro sulla sicurezza, che si può avere utilizzando la suite di produttività Google Documenti ma è anche vero che se devo produrre materiale estremamente importante e riservato non vado ad utilizzare un sistema del genere. Ken Follett non penso abbia scritto il suo ultimo libro utilizzando un servizio on line. Ma per una grande quantita di persone, come anche il sottoscritto, che gli piace giocare con i numeri (è nota la mia mania di calcolare i giorni tra due date) e scrivere qualche documento, come la lettera di presentazione che ho utilizzato per spedire i miei cv, questo servizio può risultare molto comodo e conveniente.

Allargando il discorso a tutti i servizi oggi presenti su Internet appare chiaro come sia difficile utilizzarli, continuando a pensare di non dare le proprie informazioni, l’esempio di FaceBook citato prima è un caso ma ancora più emblematico può essere aderire ad un servizio di Social Networking come LinkedIn dove è fondamentale inserire moltissimi dati personali, per la natura stessa del servizio offerto. Inoltre la loro interoperabilità rende difficile anche effettuare delle demarcazioni.  Su blogger dico poco di me mentre su LinkedIn metto tutta la mia vita… ma poi alla fine magari integri all’interno del blog proprio qualche rimando a LinkedIn e scopri quindi di essere uscito dall’anonimato nella maniera più completa.

La realtà è semplice, nel web di oggi, specie se si vuole partecipare attivamente e non essere semplice spettatori, non è più pensabile rimanere anonimi. Con questo non voglio dire che non vada affatto tutelata la propria privacy, solo che magari anche solo marginalmente occorre rinunciarci.

Forse come per molte altre cose che quest’era ha cambiato, bisognerà reinterpretare il significato di questo concetto, rivederlo in un ottica più globale, pensare più alla sicurezza della propria identità virtuale, che alla privacy della stessa.

Ubiquity …ma non ci siamo gia incontrati?

settembre 10, 2008

Nei giorni scorsi ho letto con piacere della nascita di un progetto all’interno di Mozilla per mash-up delle informazioni che prometteva una nuova esperienza durante la navigazione.

Il mio primo pensiero è stato ovviamente di provare tale prodotto incuriosito da questa nuova metafora di “inglobalizzazione” dei servizi durante la navigazione, ammetto che originariamente avevo pensato qualcosa di più simile ai microformati cioè una integrazione delle informazioni durante la loro fruizione.

Mi sono invece trovato davanti ad un prodotto che permetteva con una interfaccia semantica di inglobare nelle attività quotidiane di navigazione altri servizi.

Mi spiego meglio mettiamo che debbo scrivere una mail ad un mia amico dandogli appuntamento ad un certo bar el centro, senza uscire dalla mia mail in composizione mediante una console a comparsa scrivo (Map Via Appia, 100) mi comaprirà la mappa di Google Maps con un pulsante inserisci che consente di inglobare la cartina nella mail, poi voglio aggiungere al mio calendario l’orario dell’appuntamento e precedendo nello stesso modo in maniera via via sempre più rapida si riesce ad effettuare queste e molte altre cose senza distogliersi dalla attuale attività. Non mancano certo gli aiuti durante la composizione del testo che permette di scrivere i comandi senza dover imparare mnemonicamente tutte le istruzioni.

Bello!! non proprio quello che pensavo ma comunque non male… Ma questo tipo di interazione uomo macchina io l’ho gia visto e ne ho anche già parlato su queste pagine …Si tratta di Enso!!

Infatti una rapida ricerca e scopro che il capo progetto che sta dietro a questo prodotto è proprio Aza Raskin  figlio del noto Jef Raskin  pioniere delle interfacce semantiche.


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